

ANNO: 2013
TIPOLOGIA DI PROGETTO: Studio
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PARTNERS: Alessandrini Alice
Belluardo Simona
THE CAVE

Dall'osservazione di fogli accartocciati, passando per la realizzazione di calchi di radici di zenzero, fino alla sperimentazione con aghi roventi su volumi di polistirene espanso. Abbiamo studiato involucri di spazi vuoti e ombre, di parole ripiegate su sé stesse; seguito la luce che scivolava lungo le pareti irregolari delle gallerie scavate nel gesso ingiallito; osservato il polistirene sciogliersi, quasi dissolversi al tocco della punta incandescente, che lasciava sul materiale cicatrici e bruciature.
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Ecco dunque la nostra caverna.
Un agglomerato di corpi scavati e impronte.








The Cave - la storia
Mi sentii d’improvviso come quei volumi: un corpo scavato al contempo da immagini che penetravano con prepotenza in profondità, divorandomi l’anima,
e da ricordi che fuoriuscivano per svanire nel silenzio.
Intanto nella mia testa albeggiava l’idea di un enorme spazio, un paesaggio composto da quei volumi forati;
e in quanto corpo forato, anche io vi appartenevo.
Quello era il mio posto.
Il mio luogo di appartenenza.
Mi arrampicavo, mi abbassavo, strisciavo, mi aggrappavo.
Me ne stavo lì, seduto sui bordi di una di quelle gallerie irregolari.
Mi sdraiai.
Quell’immenso luogo pieno di buchi poteva in fondo essere un nuovo inizio?
Poteva essere una dispensa di esperienze nuove, di sensazioni piacevoli?
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Sì... forse sì...
Forse lì avrei finalmente scelto io con cosa riempire quelle gallerie. Le mie gallerie.
Forse avrei anche potuto decidere di lasciarle vuote.
Lasciare che i raggi del sole vi penetrassero all’interno
e mi permettessero di esplorarle meglio, da vicino...
come forse avevo sempre avuto paura di fare.




